la tenda dei popoli e della solidarietà

Ortolibero


Chi siamo

Ortolibero non è solo l’orto del carcere di Verziano ma è un percorso di legalità, integrazione e socializzazione tra differenti culture, responsabilizzazione individuale, coltivazione e produzione sociale.
Nasce dalla volontà di migliorare la qualità della vita durante la reclusione, come espresso dai detenuti durante i percorsi di legalità promossi da Libera e Cooperativa Pandora.
Il sogno si è avverato grazie ad una rete composta da Libera, Pandora, Presidenza del Consiglio Comunale e Assessorato all’Ambiente del Comune di Brescia, Cooperativa La Mongolfiera, Terra e Partecipazione, Ordine Agronomi e Florovivaisti ed alla disponibilità della direzione del carcere.
Nel mese di maggio 2015 è stato attivato un orto sinergico di 120 mtq e nel mese di ottobre è stata attivata una serra per la produzione di viole da destinare all’arredo urbano.

 

I nostri programmi

Manuel:“Tutto questo serve moltissimo a noi carcerati perchè ci dà un senso di normalità. Non neghiamo di essere nel torto, è giusto che espiamo le nostre colpe ma a volte il carcere è una tortura prolungata che affossa le nostre speranze di rivalsa. Ho 46 anni ne ho ancora 8 da scontare e sono stufo, arcistufo del mondo criminale. Non faccio altro che pensare a chi me l'ha fatto fare di rischiare e di rovinare la mia vita. Vorrei tornare indietro e prendere a schiaffi quel giovane stupido ventenne quale ero. La forza di un uomo non si misura col coraggio che dimostra in un'azione criminale, ma nelle piccole-grandi cose della vita di tutti i giorni, nell'abbracciare il proprio figlio e dirgli che lo ami.”
“Oggi è nuvoloso” nota Rehab, giovane donna egiziana, mamma di Ahmadj, Ahlam e Basmala, “ma per me è bel tempo, prezioso, posso uscire temporaneamente dalla cella e dall’angoscia di non poter stare con i miei bambini. Oggi abbiamo trapiantato insalata, cavolo e radicchio rosso; poi abbiamo paciamato con l'erba tagliata nei giorni scorsi e annaffiato, quando lavoro nell'orto mi sento tranquilla, niente mi disturba ed anche il dolore è più sopportabile”. L'orto sembra avere la capacità di assorbire ansie e paure, di fare sfogare e la carica negativa si trasforma grazie alla terra e al lavoro in verdura e ortaggi che sfamano il corpo e appagano lo spirito.
Marzia: “L'orto accoglie tutti, senza distinzioni: non ha pregiudizi né paraocchi, risponde a chiunque si prenda cura di lui senza badare alla sua storia e al suo passato”.


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venerdì 19 novembre 2010